Non è cambiato molto, tranne la grafica e qualche dettaglio che nel corso del tempo verrà aggiunto.
E’ che era necessario un salto un pò più…completo.
Quindi ci si vede nella casa nuova.
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Non è cambiato molto, tranne la grafica e qualche dettaglio che nel corso del tempo verrà aggiunto.
E’ che era necessario un salto un pò più…completo.
Quindi ci si vede nella casa nuova.
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Tra l’acquisto di una macchinetta usa e getta, di un paio di rullini Esselunga e la lettura di meravigliosi tutorial per distruggere e correggere malamente l’obbiettivo della stessa.
Tra la preparazione di un quadro per una esposizione, il monitoraggio delle azioni Apple, la Design Week dietro l’angolo, la scrittura di un post, la scoperta che la nuova icona di BitTorrent è viola e tanti film ancora da guardare, trovo il tempo di stancarmi, annoiarmi, recuperare qualche idea.
Poi stancarmi di nuovo.
Lasciarmi sopraffare dal sonno latente e provare a dormire.
Tutto questo con la speranza che le idee mi abbandonino – ne dubito – e che il sonno sia finalmente pieno – ne dubito – e che non mi prenda per il culo facendomi spegnere tutto, lasciandomi il tempo di coricarmi per poi suonare i cimbali appena sopra la testa.
Sarebbe poco carino e per nulla educato.
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Che sia la Guerra civile in Spagna.
Che sia la Guerra Mondiale, l’Iraq, il Kossovo, la Libia.
C’è sempre una Guernica che ritorna e c’è sempre qualcuno che non se lo ricorda.
La storia si ripete sempre, gli errori idem.
La verità è che siamo gli unici animali che non imparano mai dai propri sbagli.
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Probabilmente vedremo celebrazioni, parate, spot nei quali non compare nemeno una volta il soggetto “Italia”.
Cose così.
Lascio che l’ultimo artista greco-romano si prenda il merito di celebrare questo paese, perchè, come dice lui stesso, Vivere in Italia è un Mestiere.
E lui lo sa fare e spiegare meglio di molti addetti ai lavori.
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Possiamo piangere, ridere, incazzarci o sopportare.
Possiamo avere paura, restare calmi, agitarci e spaccare tutto.
Possiamo parlare tra noi, confabulare, tramare alle spalle di un padrone che non ha volto, oppure essere in pace con la nostra coscienza.
Possiamo tutto e nulla.
Tanto alla fine siamo tutti protagonisti di un’opera di Ensor: scheletri che si contendono un’acciuga secca.
La nostra è una guerra fra poveri.

James Ensor “Skeletons Fighting Over a Picked Herring” (1891)
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